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Segnalazione uscita del libro 'Davanti agli occhi', di Roberto Emanuelli


Buongiorno, lettori! Oggi esce 'Davanti agli occhi', il nuovo libro di Roberto Emanuelli che torna dopo il successo del precedente "E allora baciami".

In realtà si tratta di una ri-uscita in quanto la prima pubblicazione dello stesso é stata nel 2015; questa edizione contiene invece delle aggiunte inedite.

Seguitelo sulla pagina Facebook per conoscere le date del tour appena iniziato! Io lo ri-aspetto a Pescara il 27 febbraio, dopo essere giá stata alla presentazione di "E allora baciami", ad ottobre.

https://www.facebook.com/robertoemanuelliofficial/?hc_ref=ARTgTSTkkVSyoNeMW9p0Qlzo6A17BLkhDPjBDxXV93ikyYawaXPDk2WJE-xNPeGR_7w&fref=nf

Parlami di quelle volte in cui hai bisogno d’amore. Quelle in cui ti senti triste. Quelle in cui non ti vedi bella.
Parlami di quelle notti in cui hai paura, quelle in cui hai bisogno di stringere la mano di qualcuno. Quelle in cui ti giri nel letto senza prendere sonno, quelle in cui una lacrima, poi, arriva, e ti riga il viso.
Parlami di quando sorridi invece di piangere. Di quando stai zitta invece di urlare. Di quando rispondi una cosa ma dentro ne hai un’altra.
Parlami della tua vita. Parlami dei tuoi silenzi. Dimmi di quando voli. Dimmi di quando cadi. Parlami di quella volta in cui tu ci credevi e lui ti ha tradita. Di quando lo amavi e lui ti ha ferito. Fammi vedere i segni. Mostrami le cicatrici.
Parlami delle domande a cui non trovi risposte. Raccontami di quelle storie che conservi nel cuore. Parlami del tuo passato, raccontami del futuro, di come lo immagini. Dimmi dei tuoi sogni, di quello in cui speri, delle stelle che hai guardato in certe notti buie. Mostrami i tuoi occhi...
Parlami di tutto questo, fallo ancora così, senza dire una parola. Ma non smettere mai di guardarmi. Non smettere mai di guardarmi!



Titolo: Davanti agli occhi
Autore: Roberto Emanuelli
Pubblicazione: 6 febbraio 2018
Casa editrice: Rizzoli

TRAMA
Succede e basta. Senza sapere perché, senza sapere quando. È una frazione di secondo, come quando inizia a piovere o a nevicare. Le cose belle si presentano così, all'improvviso. Basta un attimo, uno solo, ed ecco che la vita ti travolge, anche se ormai non ci credevi più. Come Luca, che a trent'anni ha già fatto un voltafaccia a se stesso rinunciando al sogno di diventare scrittore per inseguire soldi e successo: ora le giornate gli sembrano tutte uguali, note di una melodia suonata senza passione. Chiuso nel suo ufficio da broker, sente di aver nascosto la parte più importante di sé, quella che non ha paura di ascoltare il cuore. Ma come puoi ascoltare il cuore se non gli permetti di tirar fuori la voce? Come puoi inseguire i sogni, se non sai più riconoscerli? È proprio in questi momenti, quando tutto sembra perduto, che ci capitano le cose migliori. E appena incontra Mary, Luca non ha dubbi: lei è la sua cosa migliore. Bellissima, irraggiungibile, inafferrabile come il colore dei suoi occhi, Mary richiede impegno per essere conquistata, perché è questo che fanno i veri tesori. Adesso, finalmente, Luca sa cosa vuole: vuole mettersi in gioco, vuole sbagliare, lasciare che le emozioni lo investano come un treno in corsa. Vuole innamorarsi. Vuole Mary. Perché rinnegare la propria natura non è mai una buona idea. E non è mai troppo tardi per ballare al ritmo del cuore.



CHI É ROBERTO EMANUELLI?

Ho iniziato a scrivere in un momento davvero brutto della mia vita, si erano sommate una serie di sfighe. Era la fine del 2012. 

Ma facciamo un passo indietro...
(È una cosa lunga, vi avverto!)

Sono nato a Roma, ci vivo. Era il 26 maggio del 1978. Era un "ops" perché non sono stato cercato. Ma poi mi hanno voluto con tanto amore, eh! Erano i primi passi sulla ghiaia di un campeggio da cui potevi osservare il sole nascere sul mare se avevi voglia di aspettarlo dentro un saccoapelo umido che sapeva un po' di muffa. Poi le lezioni di pianoforte, la musica classica e il solfeggio. Poi il tennis. E poi non imparare nulla di tutto questo: del pianoforte, del solfeggio, del tennis...
Il mio occhio sinistro è pigro, un medico non si accorge del problema, rimarrà per sempre un po' chiuso e meno "capace". Era il 1984 e tutto andava alla grande. A parte l'occhio [...] Erano le elementari, gli occhiali, le bretelle con gli smile. La frangetta. Jovanotti. La pista e il trenino. Regali di Natale dei due fratelli più grandi che mi adorano e mi viziano [...]  Poi il primo crac: mio padre si ammala, porcamiseria, ma pare farcela, dài che ce la fai! Dài che non puoi morire! Come ti permetti di morire? Poi niente, ha vinto quell'infame di malattia. E poi niente... 

Era il 1992. 8 settembre. Il mio spartiacque personale, il mio prima e dopo Cristo [...] Era il 1998. Io butto giù qualcosa di simile a un romanzo poi cestinato, ascolto musica tutto il giorno. Scrivo e canto testi rap. Provo e registro pezzi. Cerco contatti. Trovo un agente. Vado sul palco. Me la faccio sotto e mollo tutto. Scappo come un vigliacco. Rinuncio alla musica. Rinuncio alla scrittura e al romanzo. Rinuncio alla mia vita. È il voltafaccia a me stesso che non potrò mai perdonarmi. Non ho il coraggio di essere "povero", di essere un artista. Di essere me stesso. Era il 2005. Mi butto su una strada che non è la mia. Mi impongo di essere cinico, ambizioso e arrivista. Contatti e business. Accordi e arroganza. Mi ritrovo a fare un lavoro lontano dalla mia natura, senza scrupoli, a inseguire i soldi, il lusso, l'apparire... 
Era il 2008. Poi il 2010. Poi il 2012... e io morivo giorno dopo giorno, rinchiuso in una vita lontana dal piccolo Roberto che inseguiva un sogno, intorno a me persone che non hanno nulla a che fare con il mio cuore. La strada è sbagliata. La gente, quindi, è sbagliata. Nello specchio c'è un fantasma, un morto che respira e sopravvive. Con la giacca, la valigetta, la cravatta e il Clk Cabrio.

Tornando a noi...
Ho iniziato a scrivere in un momento davvero brutto della mia vita, si erano sommate una serie di sfighe. Era la fine del 2012. Erano anni che morivo giorno dopo giorno. In più, era appena andata a rotoli l'ennesima storia d'amore della mia vita, la terza, avevo creduto potesse essere quella giusta, e invece... 
E le rincorse, e il mutuo, e i progetti, e poi sbam, da un momento all'altro, tutti giù per terra, a raccogliere i pezzi, ancora una volta, a cercarli negli angoli pieni di polvere, a rimetterli in ordine. Da solo. A scoprire che in fondo non si muore, che forse non si muore. Era luglio. Pochi giorni dopo il colpo dell'amore, arrivano problemi di lavoro, e poi ancora un crollo economico, debiti personali da saldare, una botta fra capo e collo. Sbam. Al tappeto. Le sfighe di cui parlavo. Il lavoro odiato che nemmeno paga, i debiti. L'amore andato a rotoli. Era luglio 2012. Faceva caldo ma faceva freddo, dentro. Lascio la casa che non posso più permettermi, torno a casa di mia mamma, a testa bassa, a 34 anni, senza prospettive e con tanta cenere, ad accogliermi il suo amore e un divano letto davvero scomodo, di quelli con il materasso fino fino... in quella che un tempo era la mia cameretta poi divenuta l'ufficio un po' accroccato del compagno di mia madre [...]

Mi sentivo chiuso, confuso, perso, e la mia vita non era per niente sintonizzata con il mio cuore. O forse non lo era mai stata. Tutto quello che fino a quel momento aveva rappresentato un obiettivo, ora era senza senso. Le macchine, i soldi, il lusso... tutto senza senso. Dissonanze emotive. Vuoti e buchi neri. Non potevo urlare, e allora scrivevo. Non potevo piangere, e allora scrivevo. Era la fine del 2012. Quindi che faccio? Apro un blog, con un nick anonimo e senza foto, non piango, non urlo, io scrivo. Scrivo tanto, scrivo di pancia, scrivo col cuore. Scrivo di me, scrivo del buio e del vuoto. Nel primo post parlo della morte di mio padre avvenuta tanto tempo prima, di come l'ho visto andare, soffocato davanti ai miei occhi quando io avevo quattordici anni. Perché avevo bisogno di condividerlo per dare una forma, un nome e uno spazio a tutto quel dolore. Nei successivi post parlo delle altre storie d'amore andate male. Quindi no, niente post rosa o con le nuvolette. Roba pesante e noiosa, mi dico, che serve solo a me. Ma dopo poco mi ritrovo sommerso di commenti, di carezze. Di bellezza. Non so come e da dove arrivano tutte quelle persone, ma sono tante! I commenti che ricevo sotto i post sono centinaia, e non si tratta solo di complimenti per lo stile, i sentimenti e i contenuti dei post, no, per me sono carezze al cuore. Io sento un brivido sulla schiena. Mi sento di nuovo vivo dopo non so quanti anni. Io non sono morto, mi dico! Io sono rinato, penso con le lacrime agli occhi! E prometto a me stesso che non mi sarei mai più tradito. Prometto a me stesso e al piccolo Roberto che avrei cercato di riparare, di riscattarmi. Di inseguire quel sogno con tutto me stesso. Era il 2013. Dopo un anno arrivo qui, sui social, la famiglia di anime rare che mi aveva supportato sul blog mi segue su Facebook e su Instagram e cresce giorno dopo giorno. Amore dopo amore. La mia famiglia: voi! Io tolgo la maschera, metto il nome e la faccia, non piango, non urlo, io scrivo. Vi faccio leggere pezzetti del romanzo che sto buttando giù, che poi sono spesso pezzetti della mia vita. I vuoti, il buio, i frammenti, i colori... e voi, una dopo l'altra, anime belle, vi avvicinate, con dolcezza, tutte intorno, vi ritrovate in quei pezzetti, vi rispecchiate in quei vuoti, in quel buio, in quei colori...

Quindi io continuo, vi faccio leggere altri pezzetti di quel vuoto, schegge di quel buio, sfumature di quei colori, e voi mi dite che si può fare, che vi piace, che il mio disagio è il vostro disagio, che il mio sogno è il vostro sogno. Che merito un'altra chance [...] Io scrivo. È "Davanti agli occhi". Lo propongo ad alcuni grandi editori. Uno solo si mostra interessato, mi dice di svilupparlo e io lo faccio, poi glielo mostro. Ci incontriamo più volte. Mi dicono "cavolo come scrivi bene", "bellissima la storia", e poi mi dicono "però sviluppalo ancora, portala avanti, facci leggere il finale". Io scrivo e poi li incontro ancora. E ancora. E ancora. Passano giorni. Passano mesi. Io non parlo e scrivo, io non parlo e spero. E poi loro "sì, sì, sì, ci piace, ti chiamiamo, sì, sì, sì sei forte!". E poi no. Poi mi dicono "no, non è il momento". 
E io? Io non mollo. Non più. Io ho un sogno da difendere. Io questa volta niente voltafaccia al mio cuore! Non vado nemmeno in giro a cercare ancora editori, a chiedere aiuto e pareri, no, io ho un sogno da difendere! Io non parlo ma scrivo. 
Me lo auto pubblico, su ilmiolibro.it. Sul portale dove lo metto (primo miracolo), "Davanti agli occhi" va subito in testa alla classifica e ci resta fino a che non lo tolgo. Grazie al vostro amore e al fatto che nonostante le difficoltà nel prenderlo online, lo comprate in tantissime! Ma a un certo punto, dopo nemmeno due mesi, arriva un piccolo, coraggioso editore (Alfredo di Edizioni Efesto) che mi dice "cavolo ma è scritto da dio! Perché non lo ripubblichiamo in un modo più tradizionale?". E io dico subito sì, cavolo, perché è un altro piccolo passo verso il mionostro sogno e perché finalmente c'è qualcuno che ratifica con un marchio e un impegno editoriale che io posso farlo, che io posso scrivere. Che io posso farcela. 

Era il 2016. Febbraio. Ed ecco un altro miracolo: il romanzo, nonostante le difficoltà distributive tipiche della piccola editoria, e non solo, che comporta che il libro non si reperisca tanto facilmente nelle librerie fisiche di tutta Italia, ecco, nonostante questo e grazie ancora a voi e alla vostra caparbietà, va nella top ten di un noto store online nazionale. Perché nei sogni, i muri crollano a colpi d'amore. Perché se è un sogno, non c'è muro che tenga. Le classifiche dove finisco sono quelle normalmenre dominate da nomi importanti e famosi con alle spalle grandi editori, in mezzo ai quali ce ne è solo uno sconosciuto: Roberto Emanuelli. "Ma chi è sto Emanuelli?". La cosa richiama l'attenzione di molti, anche dell'editore che prima mi aveva detto no. Infatti torna e mi dice "scusa, abbiamo sbagliato". Poi mi offre un contratto per un nuovo libro, e compra i diritti di "Davanti agli occhi" dal coraggioso, visionario piccolo editore. Ecco, io ho messo l'amore, voi lo avete preso, l'amore, e me lo avete restituito con una forza quattro volte maggiore, come quelle onde che nascono, crescono, viaggiano, sbattono, e poi tornano più potenti di prima. Io ho messo tutta la mia vita. Le perdite, la debolezza. Gli errori e la verità. La rabbia e la dolcezza. La tenacia e la voglia di farcela. Voi mi avete restituito tutto questo, ancora una volta con un'energia maggiore. Con una bellezza superiore, sorprendente [...] Ci avevano detto che non era proprio il caso, di lasciare perdere, che non era possibile, che non ce l'avremmo fatta... e noi abbiamo conquistato terreno, fango e polvere, centimetro dopo centimetro, ferita dopo ferita, dolore dopo dolore, siamo arrivati nelle loro case, abbiamo preso i loro dizionari, abbiamo cancellato la parola "impossibile" sostituendola con una frase: "E allora baciami". Era anche il titolo. Era il 27 aprile 2017, ed era pubblicato da Rizzoli. 
Siamo a gennaio 2018, ho finito di editare "Davanti agli occhi", l'edizione (la terza dopo quella autopubblicata e quella di Edizioni Efesto) rivista e con molti inediti significativi del mio primo romanzo che Rizzoli pubblicherà a febbraio 2018. E se in 8 mesi, di "E allora baciami", ne sono state stampate 120.000 copie, in diciassette ristampe, ecco, no, non era impossibile! Era il nostro sogno. Era la nostra pelle. Era la nostra storia. Era tutta la nostra vita. E noi ce l'abbiamo fatta! Perché siamo solo per pochi. Ecco perché...

6 febbraio 2018
Davanti agli occhi
Rizzoli
In tutte le librerie e negli store online.

Roby ❤


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